Presumption of Innocence, 2015

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 Matteo Peretti Presumption of Innocence 2014_C

Presumption of Innocence propone l’immagine scioccante di una bambina/bambino che, seduta/o sopra una sedia elettrica, recita incessantemente una filastrocca. Mentre ad un approccio superficiale la performance sembrerebbe suggerire una critica al sistema che favorisce la pena capitale, ad un livello profondo propone un discorso più sociale, disegnando la metafora di una condizione esistenziale, la negazione della condizione di purezza tipica dell’infante in favore di un senso di colpevolezza insito dal momento della nascita. Ciò implica un discorso più vasto in merito ai comportamenti genitoriali e ai metodi educativi adottati, aprendoci al dilemma etico tra i sistemi educativi più attuali (che sull’esempio Montessori enfatizzano l’individualità e la libertà espressiva dell’infante) contrapposti al sistema educativo “classico” (che sull’esempio militare prevede una visione gerarchica).

In Presumption of Innocence is presented the shocking image of a child, sitting on an electric chair, which says a rhyme; at a superficial approach the performance seems to imply a critic to the system which supports penal death, at a deeper level it sets a social reflection, a metaphor of an existential condition. It denies the pureness of the infant and affirms his guilt, present from the day of his birth. This implies a broader debate about parenting and children’s education, opening an etical dilemma between the more modern educative system (such as the Montessori method which emphasizes the children’s individuality and freedom of expression) and the more classical systems (which on the example of the army has a hierarchic vision).

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